Gli inizi di Ralph De Palma tra due e quattro ruote

Scritto da Maurizio De Tullio.

Sul finire del 1800 De Palma lavora per Fred Baker che era il distributore delle biciclette Pierce. Nel 1898 Ralph prende parte alle prime gare competitive, nel New Jersey. Non gli andrà bene ma a 16 anni tutto è permesso. Parteciperà ad altre gare, regolarmente perse, e sportivamente accetta i risultati convinto però di poter dire la sua; la costanza del resto farà parte indissolubilmente del suo DNA.
Nel 1899 arriva la sua prima vittoria in una gara ciclistica. La corsa si svolge nel velodromo di Vailsburg, una cittadina del New Jersey. L’affermazione lo inebria al punto che la passione per il ciclismo lo porta a costruirsi la sua prima bicicletta aiutato da Baker. Ralph comprende che lo sport è la sua vita e insiste in questo campo.

Il suo esordio nel ciclismo professionistico arriva nel 1902 dopo essere arrivato secondo nella “One Mile National Track Championships”. Come ciclista professionista la sua affermazione più importante risulterà invece la “12 Ore di Rochester” a New York.

Il ciclismo si diffuse velocemente diventando nei primi decenni del nuovo secolo uno sport molto popolare e amato dal pubblico. Gran parte delle gare si svolgevano al chiuso in velodromi costruiti appositamente per questo sport, con piste in legno a curve molto inclinate. Questo particolare rendeva le gare pericolose ma, proprio per questo, anche molto affascinanti. Il mitico Madison Square Garden di New York era già allora una struttura polivalente nel senso che poteva ospitare anche gare ciclistiche su piste mobili progettate per essere utilizzate in arene diverse.

Ralph ha modo di mettersi in mostra anche in una variante del ciclismo: in questo genere di competizioni aveva dimostrato una discreta conoscenza degli aspetti tecnici legati alla meccanica.

Pochi anni dopo, Fred Baker comincia a distribuire delle biciclette a motore, denominate Indians, prodotte da Oscar Hedstrom titolare della Indian Motorcycle Company.

Baker invita De Palma a provarle. La passione è immediata e Ralph sente che la nuova frontiera da abbattere è il ciclismo a motore: l’intelligenza applicata alla potenza del motore.

In poco tempo il pilota italiano è in groppa alle moto. Parteciperà per qualche tempo a corse dilettantistiche che lo introdurranno all’automobilismo.

La passione per le moto si esaurirà più tardi, non prima di aver fatto registrare episodi anche singolari ma molto significativi come quella volta in cui vinse, alla fine di una stessa competizione, la medaglia d’oro, d’argento e di bronzo!

In quegli anni Ralph De Palma lavora per la famiglia Vanderbilt in qualità di autista. L’agiatezza di costoro gli permette di guidare automobili di marche diverse: Fiat, Simplex e Isotta Fraschini. Ed è in questo contesto che avviene l’incontro con la sua prima moglie, Clara Wenger, una giovane di origine svizzera e che presso i Vanderbilt lavora come governante.

Il suo primo vero e proprio approccio con le quattro ruote in un percorso competitivo risale invece al 1906 a Briarcliff. De Palma ha l’incarico, in occasione della “Vanderbilt Cup” di quell’anno, di portabandiera della famiglia, di tenere lontana la folla e di riportare agli ufficiali di gara il singolo passaggio delle macchine.

Il primo contratto con una casa automobilistica De Palma lo firma con la Fiat nel 1908 grazie anche ai buoni auspici della famiglia Vanderbilt anche se di questo periodo storico, quello che coincide con gli inizi dell’attività automobilistica ufficiale, ci sono altre versioni, più particolareggiate.

La fonte è Marion Leggett McGuire, seconda moglie di Ralph De Palma. Nel suo manoscritto “Outline of highlights in the life of Ralph De Palma” - che ricorda tutti i grandi risultati sportivi di suo marito - Marion racconta che fra il 1905 e il 1907 Ralph lavora al Curtis Brothers Garage una palazzina ubicata nell’Albany Avenue a Brooklyn.

All’inizio De Palma si mette a disposizione come autista di importanti medici e uomini d’affari ma solo nel fine settimana. Fra essi c’era August Lou che si occupa di auto e barche. In qualche circostanza Ralph si diede alla... motonautica pilotando la barca a motore di Lou nel corso di una gara al Bayshore Yatch Club, a Long Island. In quella occasione De Palma fa una fondamentale conoscenza incontrando Eduard J. Schroeder, colui il quale sponsorizzerà le macchine di Ralph tra il 1911 e il 1914 e che, come August Lou, ha un forte interesse per le corse di barche a motore.

Un’altra importante figura per De Palma risulterà Frank D. Jones, uno dei fondatori del Grand Union Tea Co. Il pilota lavora per lui come autista nel fine settimana. Gli viene affidata la manutenzione di una Fiat che l’imprenditore aveva probabilmente visto alla guida di Vincenzo Lancia nel corso della Vanderbilt Cup del 1906.

Jones aveva una casa estiva a Long Island e De Palma poteva soggiornarvi nel garage. In seguito a questo lavoro Ralph ha occasione di conoscere anche Maud, figlia dell’importante uomo d’affari. La giovane in seguito costringerà Ralph a lasciare il lavoro di autista perché suo padre, pur nutrendo il massimo rispetto per De Palma, non voleva che la figlia avesse a che fare col suo meccanico-autista.

Racconta sempre Marion De Palma che nel gruppo di giovani che si incontravano a Long Island c’era anche un facoltoso industriale del settore calzaturiero, John Hannan, vicino di casa di Frank Jones. La sua governante si chiamava Clara Wenger, ed é la donna che Ralph sposerà in prime nozze dopo un periodo di innamoramento cominciato nel 1907 quando De Palma lascia il lavoro di autista-meccanico per conto di Jones.

Ma c’è anche una versione un po’ romanzata che però coincide pienamente con lo stile e la psicologia del personaggio.

La fornisce Mervyn Kaufman, giornalista e curatore di diversi libri. Da grande appassionato di automobilismo diresse la rivista ‘Automobile Quarterly’.

Secondo il giornalista l’impatto e l’innamoramento con il mondo delle quattro ruote avvenne nel 1904 quando, poco più che ventunenne, assistette per la prima volta ad una gara automobilistica, la “Coppa Vanderbilt”, disputata a Long Island.

«Lo spettacolo che si offrì ai suoi occhi- scrive Kaufman -, la velocità, la polvere, il rombo dei motori, la folla destarono in lui un’enorme impressione. Fu così che decise di costruirsi una vettura da corsa. La lunga esperienza di lavoro fatta con biciclette e moto gli aveva consentito di diventare un ottimo meccanico: la macchina che si costruì risultò perfetta, l’opera di un virtuoso, anche se altro non era che un vero e proprio campionario di pezzi e parti raccolti ovunque. La vettura, terminata nel 1906, non era tuttavia destinata a correre, poiché De Palma, ricavando un ottimo guadagno, la vendette a un paio di studenti di Princeton, ben muniti di soldi. A quell’epoca, egli era impiegato come meccanico presso un’agenzia della Franklin a  Brooklyn, ove avrebbe potuto tranquillamente restare, se non si fosse ripresentato a lui Fred Moscovics, un venditore di ricambi che lo aveva già aiutato a mettere assieme la prima vettura. Moscovics si era associato con Walter Allen, allo scopo di costruire una vettura da corsa, la Allen-Kingstone, e desiderava che a guidarla in gara fosse Ralph. De Palma esitò a lungo, tanto più che egli non aveva mai guidato una vettura in corsa, ma alla fine Moscovics lo convinse a iscriversi alla gara in salita di Fort George del 1908, che si sarebbe disputata nella parte più alta di Manhattan».

E’ un racconto comunque credibile e decisamente tagliato su misura per Ralph De Palma che in un modo o nell’altro esordì proprio in quella gara del 1908. (m.d.t.)

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