L’uomo più veloce del mondo da Biccari a Indianapolis

Scritto da Giustina Ruggiero.

Incarnò il sogno americano diventando per milioni di emigranti il primo eroe italiano dello sport

Sono trascorsi 50 anni dalla morte di Ralph De Palma, nato il 19 dicembre 1882 a Biccari e morto a South Pasadena in California il 31 marzo 1956. A noi questa notizia non direbbe molto, se non fosse che ultimamente abbiamo visto la simpatica faccia di Ralph comparire su di un libro che ha per titolo il suo nome e cognome e per sottotitolo “Storia dell’uomo più veloce del mondo che veniva da Foggia”, a firma di Maurizio De Tullio, giornalista, con lunga esperienza nell’informazione locale e col pallino della ricerca d’archivio.

Alle prese con l’Enciclopedia dei Foggiani Illustri, diprossima pubblicazione, De Tullio,affrontando le schede deglisportivi, si imbatte nel mitico,straordinario campione chedal 1908 al 1933 calca con incredibilevelocità le piste americanestabilendo record su record.Ralph De Palma nella storiamondiale dell’automobilismo èconsiderato tra i più grandi piloti di tutti i tempi, annoverando tra le sue vittorie quelle nella più famosa, ricca, veloce corsa al mondo, quella di Indianapolis, anzi essendo l’unico pilota di nazionalità italiana a vincere una edizione della mitica 500 miglia di Indianapolis (vinse nel 1915 e sarà naturalizzato americano nel 1920).

Ralph De Palma vinse gare su qualsiasi tipo di percorso: piste di sabbia, terra, legno, cemento, mattoni e perfino in salita. Diventò nel 1919, sulla sabbia dura come il cemento di Daytona Beach, l’uomo più veloce del mondo, raggiungendo la velocità media di 241 km orari. Dapprima vincitore su due ruote bicicletta e motocicletta, Ralph firmò il suo primo contratto con la FIAT, e dopo aver guidato molte altre vetture, legò il suo nome alla casa automobilistica Mercedes. Il dato ufficiale parla di 221 vittorie, mentre quello non ufficiale di 2.557 vittorie, con una percentuale nel rapporto vittorie/gare dell'88,5%.

“La sua grandezza va messa in relazione, come per ogni altro grande uomo di sport, all’epoca, alle modalità e agli avversari del proprio tempo”. Contribuì a fare la storia dell’automobilismoe forse anche afare la Storia assieme ai grandicampioni dello sport che in Occidentecreavano aggregazionedi grande masse di persone entusiasteed elettrizzate, “paragonabiliai grandi raduni rockdegli anni ’60 e ’70”.

“Ralph era considerato uomo di buon carattere, un vero gentiluomo, ma con un piede pesante … dava agli spettatori quello che desideravano da un pilota: emozioni, passione, grinta, coraggio”.

Stiamo parlando di una “dimensione epica dello sport”, come ha scritto nella prefazione al libro Geppe Inserra, ma anche della realizzazione del “sogno americano”. Raffaele De Palma (questo il suo vero nome), dopo aver vissuto l’infanzia a Biccari, a dieci ani solcò l’oceano con i genitori, tre fratelli e la famiglia della sorella, e negli USA riuscì, con ottimismo e tenacia (la capatosta se la portò dalle colline del Subappennino), a diventare un grande campione amato e osannato da folle inverosimili, dalle straordinarie gesta. Le vittorie e il successo di De Palma furono per gli emigrati italiani, oggetto in quegli anni di pesanti pregiudizi, motivo di riscatto e orgoglio: “Un uomo che venivada un piccolo paese del sudItalia, dava prova di coraggio,perseveranza e determinazione”.Fu il primo eroe italiano dello sport.

Maurizio De Tullio con le sue ricerche, durate due anni, ha ricomposto con passione ed entusiasmo la storia e la memoria di uno sportivo eccezionale, e un campione di correttezza, da portare ad esempio delle giovani generazioni che Foggia e Biccari dovrebbero rivalutare e valorizzare. De Tullio propone nel paese d’origine e nel capoluogo l’intitolazione di una strada e l’intestazione di un impianto sportivo, e una sezione fotografica dedicata a De Palma nel museo di Biccari.

Fonte: Voce di Popolo

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