Ralph De Palma pioniere dell'automobilismo

Scritto da Lino Manocchia.

Si apprende che, per la prima volta nella sua terra di origine, la Capitanata, Ralph De Palma verrà celebrato con una serie di iniziative, come sport, cultura e turismo.
A sette anni di distanza dalla pubblicazione del primo libro che in Italia lo ha fatto conoscere al grande pubblico, curato dal dinamico giornalista foggiano Maurizio De Tullio, nasce un Comitato Promotore nel nome di Raffaele “Ralph” De Palma.
L’obiettivo è quello di celebrare degnamente il mitico asso del volante, in tutta la Capitanata e fuori, attraverso una serie di iniziative e manifestazioni che culmineranno nel maggio 2015, data coincidente con il centenario della storica vittoria del pilota foggiano nella favolosa 500 miglia di Indianapolis.
Agli inizi del prossimo mese si terrà una conferenza-stampa che ufficializzerà la nascita del Comitato Promotore del Centenario. Nel corso della stessa saranno illustrate linee guida, contenuti e soprattutto alcune delle tante iniziative già  in programma.


ERA ORA!
È il caso di dire. Parliamo di personaggi che hanno lasciato retaggi incommensurabili, eppure spesso ignorati.
Nel “circolo” dei piloti di macchine da corsa esistono molti nomi venerabili, ma tra quelli che rappresentano i veri pionieri dello sport, nessuno supera il modesto, veloce, coraggioso Ralph De Palma.
La parola “leggenda” è applicata con molta facilità ma non sempre il soggetto venerabile porta il nome del pilota foggiano De Palma, che nel periodo di 25 anni vinse oltre 2000 corse: memorabili la prestigiosa Vanderbilt Cup, il Gran Prix di Elgin (Illinois), e la 500 miglia di Indianapolis del 1915 che segna il  successo dell’unico pilota italiano trionfare nella corsa dei grandi  alla quale si affiancoò, 50 anni dopo, l’oriundo di Montona (Istria) Mario Gabriele Andretti.
Ralph De Palma, nato a Biccari (Fg), è stato un pilota automobilistico italiano naturalizzato statunitense solo nel 1920, che iniziò a misurarsi con la bicicletta e la motocicletta per poi abbracciare le quattro ruote.
Gli esperti che seguirono il foggiano, da giovane, sono del parere che Ralph mise in vetrina prontamente la sua innata classe di driver veloce e deciso, tanto che non impiegò molto a fregiarsi di titoli e medaglie per le gare come - ad esempio - il miglior campione del miglio di Millwaukee.
Il foggiano fu per milioni di emigrati italiani il primo “eroe dello sport”. E non si può dimenticare che Ralph De Palma si misurò per provare la sua velocità facendo gare anche con gli aeroplani, e fu due volte Campione nazionale degli Usa ed una volta campione del Canada.
L’episodio a cui comunque si ritorna alla memoria, quando si pensa a questo pilota, è quello relativo alla 500 miglia di Indianapolis del 1912 quando, dopo aver guidato la corsa dell’Illinois per 196 passate, a due giri dal termine incorse in un’avaria meccanica della sua Mercedes (rottura di un pistone).
A questo punto, con l’aiuto del suo meccanico, De Palma spinse a mano la pesantissima auto fino alla linea del traguardo nel tentativo di potere, in ogni caso, essere classificato.
Una curiosità: Ralph De Palma ebbe un fratello maggiore, John De Palma, che per breve tempo fu anch’egli pilota automobilistico e fu, inoltre, zio di Pete DePaolo, vincitore di diverse importanti manifestazioni motorizzate (fra cui la stessa 500 miglia di Indianapolis, nel 1925).
De Palma si fregiò del titolo di campione Usa scrivendo una delle più elettrizzanti battaglie con l’immortale avversario Barney Oldfield. Una intera famiglia, segnata dal coraggio e dalla bravura di guida, non si dimenticano ed i libri storici parlano di una densa cornucopia di eventi, incidenti e vittorie che formano il corollario del più valido campione italiano all’estero, inserito, giustamente, in varie Hall of Fame, il tempio dei grandi delle quattro ruote.

PAUL NEWMAN E MARIO ANDRETTI
Quale più valido commento sugli episodi vissuti dal grande Ralph nel mondo dei motori, emesso da ex storici piloti che portano il  nome di Paul Newman e Mario Andretti?
Spesso, parlando col cronista, dei “Grandi”, l’ex attore pilota usava portare a paragone il coraggio, la bravura e l’audacia del foggiano” che ci lasciò memorabili pagine di storia sportiva, malgrado l’epoca in cui viveva, che, sfortunatamente, non poteva offrire di più.
Dello stesso parere è quel Mario “Piedone” Andretti il cui aureo palmares lo presenta quale uno degli indimenticabili eroi delle piste.    
“Forse - aggiunge Mario - ”se De Palma si trovasse nell’ambiente corsaiolo moderno non solo straccerebbe records e tentativi ma, nel caso di Indianapolis, porterebbe a casa un sacco zeppo di svariati milioni. Tuttavia, data l’epoca nota, il milione e mezzo vinti dopo anni di gare rappresentano un  indiscusso valore”.
E’ quello che ardentemente desideriamo: che il pubblico sportivo moderno conosca ed apprezzi, giustamente, le gesta del “foggiano volante”.
Sarebbe ora, vero?

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