Ralph De Palma, campione dimenticato

Scritto da Redazione.

Fonte: RaiNews24

Quali sono i requisiti di un campione? Quando nello sport ci si può fregiare di un titolo onorifico tanto blasonato: c-a-m-p-i-o-n-e? Quando si vincono molte gare, logico. Sì, ma quali e, soprattutto, quante? Vincere un torneo di bocce al dopolavoro certamente non rende campioni. Vero. Ma quando di gare se ne vincono 2.557?

Avete letto bene: duemilacinquecentocinquantasette. Altri tempi, ma c’è chi lo ha fatto. Tutti posti più alti nel podio, quando alla fine di un gran premio non si stappava una bottiglia magnum di champagne per innaffiare i tifosi festanti.

Ralph De Palma ha fatto tutto questo. A conti fatti, nella sua carriera, in percentuale, di gare ne ha perse davvero poche: 332. Non sappiamo in quante di queste si sia classificato secondo o terzo. Sappiamo solo che in totale, nella sua carriera, partecipò a 2889 corse.

Era italiano De Palma, come indica chiaramente il suo cognome. Negli Stati Uniti fu un mito. Qui da noi un illustre sconosciuto. Sbarcò a New York, insieme a chissà quanti altri italiani, nel 1892. Aveva dieci anni. Veniva da Biccari, un piccolo paesino della Puglia, in provincia di Foggia.

La sua passione per le auto prese il sopravvento e lì, nei lontani States, vinse quasi tutto: il suo numero di vittorie è ancora un record così come il primato mondiale di velocità con 241 km/h nel 1919. Per milioni di emigranti italiani fu un eroe dello sport.

La sua storia è stata raccontata dal suo conterraneo Maurizio De Tullio che, attraverso un lavoro di archivio, ha ricostruito la vita e la brillante carriera di De Palma. Ora, insieme al comune di Biccari, sta lavorando per celebrare un altro record del campione pugliese: il centenario, nel 2015, della vittoria del campione pugliese alla 500 miglia di Indianapolis. Per quanto emigrato, fu l’unico italiano a vincerla.

Tre anni prima era stato protagonista di un insolito episodio. Nella gara del 1912. Dopo aver guidato la corsa per 196 giri, a due giri dal termine la sua vettura ebbe un'avaria meccanica. Cose che capitano. Lui, Ralph De Palma, non si scoraggiò e con l'aiuto del suo meccanico spinse a mano l'auto fino alla linea del traguardo nel tentativo di potere in ogni caso essere classificato. Altri tempi davvero.

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